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Storia e origini del Fiume Muson |
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Mercoledì 06 Ottobre 2010 07:46 |
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La Storia e le Origini:
E’ il più importante dei corsi d'acqua tra il Piave e il Brenta. Nasce dalle colline di Monfumo a nord di Asolo. I primi rigagnoli raccolti a valle si dirigono verso sud-ovest, attraversano le colline asolane e con andamento piuttosto sinuoso si addentrano nella pianura dirigendosi verso Castelfranco Veneto. In questo suo primo tratto il Muson riceve le acque dal rio Rosta e dal torrente Erega, dal rio del Mardignon, dal torrente Lastego, dal rio Riazzolo, dal torrente Lassa, dal torrente Rosta Volone e dal torrente Brentone. Dopo il territorio di Castelfranco Veneto il Muson entra per un breve tratto in quello di Resana abbandonando la Provincia di Treviso ed entrando in quella di Padova. L'antichissima frequentazione del Musone è documentata da importanti rinvenimenti di materiale litico e di schegge di selce lavorata che risalgono ad epoca paleolitica, mesolitica e neolitica rinvenuti nella fascia tra la statale Bassano-Montebelluna e Pagnano.
In epoca romana, nel suo tratto di pianura tra Asolo e Castelfranco Veneto, il Musone segnava il confine tra l'area centuriata di Asolo e quella di Bassano-Cittadella. Col suo corso andava così delineando gli antichi confini del territorio della Marca Trevigiana.
La Storia racconta che il 21 febbraio 1612 i veneziani decisero di deviare il corso del fiume per liberare la laguna veneta dalle masse di detriti che la stavano occludendo e il torrente venne immesso nel Brenta all'altezza della periferia di Padova. Ricca è la documentazione storica riguardo i regimi idrici incostanti e i frequenti episodi di esondazione dagli argini delle acque del Muson: una mappa datata 1571 racconta del corso del fiume, del suo carico d'acqua, del tracciato della roggia Musonello e dei mulini su di essa insediati tra Spineda e Castelfranco. Numerosi erano già all’epoca i mulini, le segherie, le fucine, poste lungo il suo corso. Fra tutti il Maglio di Pagnano che, utilizzato da epoca medioevale fino al 1979 per la lavorazione del metallo, sfruttava la forza motrice fornita dalla corrente di una derivazione del torrente Musone per azionare i dispositivi necessari alle attività legate alla trasformazione del ferro.
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