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Progetto Che Aria Tira Veneto

Che Aria Tira? - Progetto di citizen science per il monitoraggio dell'aria

 http://www.cheariatira.it/rete-centraline-di-monitoraggio-provincia-di-venezia/

Cliccando sul link http://www.cheariatira.it/rete-centraline-di-monitoraggio-provincia-di-venezia/ guarda la mappa aggiornata delle centraline per il monitoraggio della qualità dell’aria attive nella Provincia di Venezia.Le centraline della prima rete indipendente di monitoraggio dell’aria e dell’inquinamento di Venezia analizzano in tempo reale e 24 ore su 24 sia il PM2.5 e sia il PM10. I colori delle centraline corrispondono, come da legenda sulla mappa, all’ultimo dato registrato in tempo reale. Cliccando su una singola centralina si può vedere nello specifico l’ultimo dato registrato per entrambi gli inquinanti analizzati (PM2.5 e PM10) e si avrà la possibilità (cliccando sulla voce “Dettaglio”) di accedere alla pagina specifica di ogni singola centralina. Li si potranno trovare tutti i grafici in tempo reale, le medie orarie delle ultime 24 ore e le medie giornaliere degli ultimi 60 giorni.


 



 

La canzone circolare

La prima canzone nata per essere proseguita, in pieno stile economia circolare. Da Elio e le Storie (Tese) Circolari a Legambiente.

   


Parco Fluviale del Muson PDF Stampa
Mercoledì 06 Ottobre 2010 13:39

PROPOSTA DI ISTITUZIONE DEL

PARCO FLUVIALE DEL MUSON

 

La proposta del PARCO FLUVIALE DEL MUSON, nasce dalla necessità di valorizzare un’area territoriale con grosse potenzialità d’uso sociale  e ambientale. Storicamente nel nostro Comune dopo l’acquisizione delle ville e dei parchi storici degli anni settanta e dopo la creazione dei parchi urbani di quartiere degli anni ottanta-novanta, tutto ciò che riguarda la gestione del verde urbano si è fermato in una sorta di immobilismo.

Non si tratta di gettare la croce addosso a qualcuno, ma constatare che su questo versante, si è immobili perché non ci sono idee e progetti.

I parchi storici sono gestiti con regole d’uso vecchie di quaranta anni fa, i parchi urbani sono diventati terra di nessuno, dove vandalismo, sporcizia e relativa manutenzione creano l’identità ambientale odierna.

Da un  gruppo di persone, associate nel Circolo Legambiente Volontariato del Miranese, ha preso corpo in questi ultimi mesi l’idea di valorizzare ciò che c’è di esistente nel nostro tessuto urbano e cioè l’area verde boschiva su cui scorre il fiume MUSON.

Il Parco Fluviale del Muson  (PFM), come si può facilmente intuire dal nome, è caratterizzato dal binomio acqua-vegetazione.

 Si tratta di un ambiente naturale presente in una zona ancora parzialmente inalterata dall’intervento dell’uomo, in cui possono coesistere allo stesso tempo animali e vegetali e che assumono particolare importanza in ambito urbano, dove costituiscono una sorta di polmone verde per la città; da ultimo la presenza del Cormorano, in zona Mulini di Sopra.

La vegetazione, nelle sue diverse forme (arborea, arbustiva e erbacea), riveste un ruolo da protagonista, proteggendo il terreno dall’erosione, conferendo stabilità, creando habitat naturali di rifugio per gli animali, depurando l’aria e l’acqua e il suolo, oltre che avere un funzione estetica, per rendere gradevole la fruizione da parte dei cittadini.

Spesso questo habitat viene aggredito da discutibili sfalci del Consorzio di Bonifica, specie nella sponda interna del fiume.

Sulla base di queste considerazioni la riqualificazione ambientale della sponda destra e sinistra del Muson, dal ponte di legno sulla Via Refosso Vallone fino ai Mulini di sopra- Villa Belvedere è un intervento possibile fin da ora a costo zero per l’Amministrazione Comunale. Si tratta solo di normare uso e fruizione sociale alla luce dei nuovi bisogni urbani.

 Ovvio si tratta anche di investire, ma negli anni, dopo che è stato deciso l’uso del PFM.

 Non si costruisce una casa senza sapere chi poi ci va a vivere, cosi dovrebbe essere anche per il PFM.

Rileviamo che fino agli anni ’90, a parte le aree ad uso agricolo, l’area nati novi, era un’area incolta e abbandonata frequentata per lo più da eroinomani.

La scelta progettuale del PFM mira alla creazione di un parco urbano estensivo, come la creazione di un mosaico, che unisca alle normali caratteristiche di fruibilità delle aree verdi cittadine una forte connotazione di ricostruzione ambientale attraverso il risanamento delle aree ambientali esistenti, la composizione di un quadro  paesaggistico  unitario e coerente con i caratteri tipici delle zone fluviali, la formazione di spazi verde attrezzato per la sosta e l’uso ludico e sportivo-ambientale.

La presenza di un nuovo parcheggio (anche se privato), costituisce già un punto d’accesso al PFM. Basta solo fare una seria convenzione con il privato e predisporre anche un cicloparcheggio.

La peculiarità di questo parco dal punto di vista vegetazionale dovrebbe essere quella con caratteristiche di analoghe zone fito-climatiche riscontrate in natura, ovvero tra le specie  autoctone.

LE FUNZIONI PRINCIPALI DEL PFM

Paesaggistico: Camminare e passeggiare in un ambiente dove l’associazione tra attività agricola ancora presente, presenza di edifici storici come le Ville Comunali i  Mulini di sopra e la presenza del Muson offre panoramiche e colpi d’occhio unici ed esclusivi alle porte della città. Un percorso guidato con adeguata cartellonistica offre al visitatore occasionale spunti per una informazione puntuale sulla storia e sulla vegetazione del luogo ( tra l’altro con essenze relative al sottobosco planiziale uniche nella nostra zona e da pochissimi conosciute , esempio la Polmonaria , l’Anemone Nemoroso e la Pervinca)

Ricostruzione della vegetazione autoctona: La ricostruzione potenziale della zona passa attraverso l’associazione del Carpino , del Salice Bianco, dell’Acero Campestre, del Pioppo ecc..

Riparo per gli animali: La ricca vegetazione offre un riparo naturale alle specie animali. Un rapido censimento delle specie animali ci porterebbe a comprendere quale bio-diversità esiste in questa zona.

Vanno evitati quindi gli sfalci, se non quelli mirati al passaggio e alla sosta breve.

Ippovia: Le rogge del fiume Muson possono costituire una importante ippovia per il trekking con gli asini e con i cavalli.

A questo proposito fa testo l’esperienza condotta dall’Asineria del Giglio ( una delle tante attività ludico didattiche adottate negli anni dal Centro Estivo Barizza).

Trekking urbano: Camminare all’infuori del traffico urbano costituisce un’importante attività fisica per il mantenimento dello stato di salute umano.

Mountain-Bike: Le rogge del fiume Muson costituiscono un importante percorso per la ciclabilità con la mountain-bike.

 La ciclabilità delle rogge  può essere quotidiana oppure ospitare manifestazioni come quella del gruppo sportivo FPT.

Canoa-Kayak: Il corso d’acqua del Muson costituisce un percorso naturale per questa attività da effettuare a scopo didattico o turistico-ambientale.

Vanno predisposti dei punti d’accesso pratici e comodi soprattutto per i principianti (piccoli pontili mobili o fissi).

Balneabilità: Il Fiume sarebbe a nostro avviso balneabile se fosse effettuata la pulizia interna da carogne di animali (vedi le nutrie uccise  e lasciate a marcire in prossimità delle chiuse e di altri animali lanciati nel fiume da irresponsabili).

Basterebbe investire l’ente preposto allo smaltimento dei rifiuti e predisporre operazioni quotidiane di pulizia da carogne e plastica in prossimità di un punto di raccolta predisposto a monte del PFM.

La recente iniziativa del BIG-JUMP ( campagna Europea di European Rivers Netvork cui il nostro Circolo quest’anno ha aderito), va in questa direzione.

 Il Muson nel bacino del Parco di Villa Belvedere è una piscina naturale all’aria aperta che si può recuperare da subito alla balneabilità come 40-50 anni fa.

 Un piccolo pontile per facilitare l’accesso e il fiume riacquista la sua funzione balneabile.

 

Destinazione d’uso dell’Area Nati Novi: L’Area Nati Novi, annessa al Parco Comunale di Villa Belvedere, in questi ultimi anni è stata l’area piu’ utilizzata per la fruizione sociale a ridosso del Muson. Riteniamo che questa area debba continuare per questa funzione centrata sull’attività del Centro Estivo Barizza, ma estendibile anche per altre funzioni (pic-nic, feste sociali, area cani liberi, fitness open-garden).

 

Caccia: Riteniamo che l’area del PFM debba essere interdetta alla caccia di qualsiasi specie animale (comprese le nutrie), cercando il riequilibrio naturale tra le varie specie.

Pesca: Riteniamo che la pesca sia normata secondo le leggi vigenti, ma sia sanzionato chi pratica questa attività lasciando sporcizia in giro.

Riteniamo che dopo un attento monitoraggio della popolazione ittica siano reintrodotte nel Muson alcuni pesci scomparsi o quasi scomparsi quali il pescegatto, la tinca, il luccio, il persico trota il barbo il cavedano ecc.. puntando al riequilibrio con le altre specie.

Le associazioni di pescatori potrebbero avere un ruolo fondamentale per questa specificità.

Pulizia: Il fiume e il PFM debbono essere costantemente puliti, anche attraverso un sistema sanzionatorio da affidare alla Polizia Municipale-Provinciale  o a piu’ gruppi di volontari debitamente formati e abilitati allo scopo.

Educare alla  pulizia e sanzionare chi sporca vanno di pari passo.

 

Mirano città-Turistico-Fluviale

I fiumi in tutta Europa e anche in Italia, costituiscono un’attrattiva turistica.

Fiumi puliti, fruibili, accessibili sono meta di persone, di flussi turistici, di risorse e interessi che vanno valorizzati.

 Mirano oltre ai Comuni  della Riviera è una delle poche città dell’entroterra ad essere attraversata da un fiume.

Il Muson potenzialmente può attrarre turisticamente persone e operatori economici, solo se vissuto come fiume pulito e fruibile, ma finchè, è vissuto nell’immaginario collettivo come fiume delle pantegane questa meta rimane lontana.

 

CITTADINI TUTTI PROTAGONISTI PER IL PFM

Quando un progetto di questa natura è calato dall’alto è destinato al fallimento. Quando invece tutti concorrono per la propria parte allo scopo il progetto è vincente.

Amministratori, privati, piccole realtà economiche (ristorazione, ricezione alberghiera, ecc…), associazionismo insieme, Consorzio di Bonifica, ma ognuno con la sue competenze,  possono concorrere al successo del progetto del PFM.

Un piccolo mosaico che cresce anno dopo anno con la volontà di tanti e per tutti.

 

IDEARE, PROGETTARE, REALIZZARE

Non sta a noi definire ora formule vuote che dovrebbero portare alla istituzione del PFM e di un ente che dia identità e valore al progetto.

E’ certo che il percorso nasce ora con questo documento che sarà presentato al Sindaco in primis e poi si cercherà il contributo di tutti per realizzare il progetto. Tutti possono concorrere, non solo a parole, ma con azioni concrete, anche portando un salice da piantare.

Riteniamo però in questa fase precisare che i vari attori dovrebbero avere le seguenti funzioni:

-     Comune: ente che norma la vita del PFM con provvedimento del Consiglio Comunale;

-     Privati: cittadini, realtà economiche, interni e adiacenti al parco che stipulano delle convenzioni libere per la fruibilità del PFM;

-     Associazionismo attivo: non solo che propone, ma che  gestisce funzioni del parco;

-     Consorzio di Bonifica: modifica il suo ruolo di mero regolatore delle acque, anche in funzione delle altre competenze del parco (turistico - sociali, educativo ambientali, protezione delle specie animali).

 

Il percorso che inizia con questa proposta dovrebbe sfociare in una prima tappa con un Convegno-Assemblea pubblica convocata unitariamente da tutti gli interessati, per verificare una prima base di consenso e poi procedere rapidamente all’istituzione del Parco Fluviale del Muson.