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Domenica 06 Marzo 2011 18:56
VENEZIA / REFERENDUM E AMMINISTRATIVE: SIT IN IN PREFETTURA PER CHIEDERE L' "ELECTION DAY"

PER I COMITATI: "IL GOVERNO HA PAURA DEL VOTO DEGLI ITALIANI E VUOLE BUTTAR VIA 400 MILIONI DI EURO"

 Un centinaio di persone hanno risposto, questa mattina (il 4 Marzo 2011), all'invito del Comitato provinciale "Due sì per l'acqua bene comune" e di quello "Vota SI' per fermare il nucleare" a manifestare - con un sit it che si è svolto a Venezia, in campo San Maurizio, di fronte alla sede della Prefettura - contro l'orientamento del Governo rispetto alle date di svolgimento delle prossime elezioni amministrative e della consultazione referendaria.  Ieri, infatti, il ministro dell'Interno Maroni aveva annunciato l'intenzione di proporre al prossimo Consiglio dei Ministri che le amministrative si tengano il 15 e 16 maggio prossimi e i referendum nell'ultima data utile per legge, il 12 giugno.

"Il governo ha paura del voto degli italiani - hanno scritto nel volantino distribuito i Comitati referendari - La sua scelta non è casuale: il 12 giugno le scuole saranno già chiuse e l’inizio della stagione estiva rappresenterà, per chi può permetterselo, un incentivo ad andarsene fuori città. E il governo teme che questa volta i referendum per l'acqua bene comune, contro la privatizzazione e contro il nucleare possano raggiungere il quorum e i SI’ vincere."

I Comitati da tempo hanno richiesto, per favorire la massima partecipazione popolare a scelte che riguardano temi essenziali per la vita e la salute dei cittadini,

l’accorpamento il 15 e 16 maggio di elezioni amministrative e consultazione referendaria. "Una scelta - sottolineano - che consentirebbe di risparmiare circa 400 milioni di euro, tutti soldi dei contribuenti che potrebbero essere meglio impiegati in tempi di crisi economica e sociale."

L'iniziativa si è conclusa con un incontro con il Vice-Prefetto, cui è stata consegnata la lettera indirizzata al Presidente del Consiglio dei Ministri e che, dalla stessa Prefettura sarà inoltrata anche al ministro Maroni che inseriamo qui di seguito:

Il governo ha paura del voto degli italiani:

per evitare il quorum, il ministro Maroni vuole far votare i referendum il 12 giugno e buttare dalla finestra 400 milioni di euro dei contribuenti

SIT IN E CONFERENZA STAMPA DEI COMITATI PER I REFERENDUM SU ACQUA E NUCLEARE IN PREFETTURA A VENEZIA 

Il ministro Maroni ha dichiarato ieri che al prossimo Consiglio dei ministri proporrà il 12 giugno come giorno per lo svolgimento dei referendum. Come è noto, si tratta dell’ultima data consentita dalla legge (che prevede che i referendum si svolgano tra il 15 aprile e il 15 giugno).
La scelta non è casuale: il 12 giugno le scuole saranno già chiuse e l’inizio della stagione estiva rappresenterà per chi può permetterselo un incentivo ad andarsene fuori città. Questo almeno nei desiderata del ministro e del governo di cui fa parte, che evidentemente teme che questa volta i referendum PER L’ACQUA BENE COMUNE E CONTRO IL NUCLEARE possano raggiungere il quorum e i SI’ vincere.
I timori del governo sono fondati - anche se non giustificano la decisione presa -  come dimostra il 1.400.000 firme raccolte per i quesiti sulla ripubblicizzazione dell’acqua, un risultato mai ottenuto prima. Per questo Maroni  ha scelto la strada del boicottaggio, consapevole che la normale dialettica politica fra sostenitori del sì e del no lo vedrebbe perdente.
Non solo: l’accorpamento il 15 e 16 maggio di elezioni amministrative e consultazione referendaria consentirebbe di risparmiare circa 400 milioni di euro, tutti soldi dei cittadini contribuenti che potrebbero essere meglio impiegati in tempi di crisi economica e sociale.
I Comitati promotori dei referendum per la ripubblicizzazione dell’acqua e contro il nucleare hanno da tempo avviato una petizione, che ha raccolto migliaia di firme, per chiedere l’accorpamento delle date di amministrative e referendum. Hanno chiesto un incontro al ministro per illustrargli le ragioni che sostengono l’accorpamento: ragioni economiche, ma soprattutto di maggiore garanzia di partecipazione.
La risposta è stata quella che abbiamo appreso ieri dalle agenzie: una arrogante chiusura al confronto e l’assoluta indifferenza alla possibilità che cittadine e cittadini siano messi nelle condizioni migliori per esercitare il loro diritto al voto. Già ci fu chi nel passato disse “tutti al mare” e gli andò male. Sarà così anche questa volta.

PER QUESTE RAGIONI ABBIAMO RICHIESTO UN INCONTRO URGENTE CON LA PREFETTA, RAPPRESENTANTE DEL GOVERNO NELLA NOSTRA PROVINCIA, E MANIFESTIAMO A SOSTEGNO DEI REFERENDUM E DELLA PROPOSTA DI ACCORPAMENTO.


Comitato provinciale “Due sì per l’acqua bene comune”

Comitato provinciale “Vota sì per fermare il nucleare”