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Progetto Che Aria Tira Veneto

Che Aria Tira? - Progetto di citizen science per il monitoraggio dell'aria

 http://www.cheariatira.it/rete-centraline-di-monitoraggio-provincia-di-venezia/

Cliccando sul link http://www.cheariatira.it/rete-centraline-di-monitoraggio-provincia-di-venezia/ guarda la mappa aggiornata delle centraline per il monitoraggio della qualità dell’aria attive nella Provincia di Venezia.Le centraline della prima rete indipendente di monitoraggio dell’aria e dell’inquinamento di Venezia analizzano in tempo reale e 24 ore su 24 sia il PM2.5 e sia il PM10. I colori delle centraline corrispondono, come da legenda sulla mappa, all’ultimo dato registrato in tempo reale. Cliccando su una singola centralina si può vedere nello specifico l’ultimo dato registrato per entrambi gli inquinanti analizzati (PM2.5 e PM10) e si avrà la possibilità (cliccando sulla voce “Dettaglio”) di accedere alla pagina specifica di ogni singola centralina. Li si potranno trovare tutti i grafici in tempo reale, le medie orarie delle ultime 24 ore e le medie giornaliere degli ultimi 60 giorni.

 

http://www.cheariatira.it/   A questo link troverete tutte le informazioni su  Che Aria Tira?”  E' un progetto di Cittadinanza Attiva e di Citizen Science che ha come obbiettivo quello di costruire una rete di automonitoraggio della qualità dell’aria, dove i cittadini, le associazioni/organizzazioni o altre istituzioni possono costruirsi una propria centralina di monitoraggio ambientale e condivedere i dati online sulla nostra piattaforma. Il progetto ha un anima completamente open source e sposa a pieno la filosofia dell’Open Data, della Trasparenza e della Partecipazione. Ringraziamo gli amici di Firenze per averci dato modo di creare una rete autonoma di monitoraggio dell'aria.



 



 

La canzone circolare

La prima canzone nata per essere proseguita, in pieno stile economia circolare. Da Elio e le Storie (Tese) Circolari a Legambiente.

   


La volpe e la nutria, considerati nocivi, sono ambedue nemici dell'ambiente? PDF Stampa
Domenica 20 Febbraio 2011 11:37

Pubblichiamo un'interessante nota del Gruppo Verde del Comune di Annico (Cremona) in merito al problema nutrie.

La volpe e la nutria, considerati nocivi, sono ambedue nemici dell'ambiente?

Il 2 gennaio il comune di Annicco emette la prima ordinanza dell'anno 2010 riguardante l'abbattimento delle Nutrie.  Non vogliamo qui addentrarci in terreno politico ma nell'aspetto naturalistico-ambientale dell'ordinanza. Prima di entrare nel merito però sono d'obbligo  alcune basilari notizie sia sul canide che sul roditore in oggetto. 

La Volpe; La volpe è un canide di medie dimensioni (lungo da 65 a75 cm). Ha il muso lungo e affusolato, le orecchie dritte, appuntite e nere nella parte posteriore e le zampe corte. La coda è lunga (da 35 a 45 cm ) e molto folta solitamente con la punta bianca. Presenta una grande variabilità sia individuale sia geografica. Il manto, per esempio, è generalmente di un ricco rosso scuro anche se varia da un individuo all'altro, sia da una zona all'altra. E' un animale notturno, ma dove vive indisturbata è attiva anche di giorno. Durante il giorno si ripara sotto i cespugli, in piccoli fossi, nelle tane scavate da lei stessa o in tane di tasso e di istrice abbandonate, in città può nascondersi nei giardini o tra il materiale di scarto. Si nutre di NUTRIE (80%), di lepri, conigli, roditori, ricci, ma tende ad escludere i toporagni e le talpe. Mangia insetti, uccelli, uova, lombrichi, carogne e rifiuti. In estate e in autunno integra la sua dieta con frutta e bacche. Le sue esigenze alimentari sono di circa 500 gr. di cibo al giorno. Forma nell'habitat ideale gruppi di 4-6 esemplari, di norma un solo maschio.

La Nutria;
È un roditore di grossa taglia molto simile al castoro, da cui si differenzia per le minori dimensioni e per la forma della coda (cilindrica nella nutria, piatta nel castoro). Il corpo, lungo intorno a 60 cm, è tozzo e ricoperto da una fitta pelliccia di colore uniformemente marrone scuro, ad eccezione della regione ventrale che è leggermente più chiara. Il peso è compreso tra 5 e 10 kg. Le dimensioni del maschio sono maggiori di quelle della femmina (dimorfismo sessuale). La femmina presenta quattro paia di mammelle latero-dorsali, segni delle abitudini fortemente semiacquatiche di questo roditore. Le zampe posteriori presentano quattro dita palmate mentre il quinto dito è libero. Le zampe anteriori, più corte di quelle posteriori, sono pentadattili. La dentatura è caratterizzata da incisivi lunghi e affilati che sporgono dalla rima labiale. La nutria raggiunge la maturità sessuale molto precocemente: già all'età di 6 mesi i maschi sono in grado di riprodursi. La stagione riproduttiva comprende tutto l'arco dell'anno, con un calo della attività nei mesi invernali. La gestazione dura in media 132 giorni e si conclude con la nascita di 3-6 piccoli. Ogni femmina può avere nel corso dell'anno da 2 a 3 gravidanze, a seconda delle condizioni ambientali e delle risorse trofiche a disposizione.

Detto questo vorremmo fare alcune considerazioni; mentre per la nutrie il valore "nocivo" lo si può accettare. Per quanto riguarda invece la volpe, il valore "nocivo" ci sta alquanto stretto. Un’indagine dell’istituto zooprofilattico di Brescia, deputato per il nord Italia a queste verifiche, ha dimostrato che si tratta di pura leggenda il fatto che la nutria sia portatrice di virus infettivi, né per l’uomo, né per gli animali di allevamento».Viceversa è da temere la pericolosità di avere in giro centinaia di persone armate in periodo di caccia chiusa, primavera ed estate, che si muovono senza limiti temporali per delle iniziative barbare che sembra non portino nessun beneficio. Le doppiette, con il loro disturbo, creano infatti irreparabili danni alla fauna selvatica in riproduzione, per di più in questi anni di "sparatorie" non si è mai risolto il problema.  Le soluzioni che proponiamo (in sintonia con il Coordinamento) prevedono: la protezione per tutto l’anno della volpe, il più efficace predatore dei cuccioli della nutria, e la sospensione dell’immissione di animali “pronta caccia” che possono distogliere il predatore dal suo vero obbiettivo di riequilibratore naturale. Infine vanno riqualificate le sponde dei fossi con piantumazioni – poichè le radici rendono inospitale il territorio – e, in altre zone dove non è possibile, è possibile piazzare delle reti fissate a terra, che aiuterebbero la riqualificazione ambientale di alcune zone desolate. La volpe non cattura lepri o selvaggina in genere se non debilitata o ammalata, come natura comanda e la sua efficacia nel contenimento delle nutrie si moltiplica condividendo ambedue le ore notturne. Siamo perciò convinti che le volpi più che le doppiette siano il vero deterente contro le nutrie.

 

 

Fonte: gruppo verde annico